Un insediamento ancora anonimo

Le emergenze monumentali visibili a Castiglione di Paludi sono riferibili al centro fortificato edificato nel corso della seconda metà del IV sec. a.C.
La poderosa cinta muraria che munisce l'abitato è senza dubbio l'elemento più suggestivo dell'intero sito archeologico. Costituisce una delle più importanti testimonianze di architettura militare in Magna Grecia, in cui trovano applicazione precise regole costruttive mutuate dal mondo greco. La grande e monumentale Porta Est, del tipo "a cortile", costituiva l'accesso principale al centro abitato. Era munita di due torri a pianta circolare, che dominavano il piccolo pianoro adiacente. La Torre gamma o Nord proteggeva lo sperone Nord-Est delle mura rivolto allo Ionio, garantendo il controllo della bassa valle del Coserie e del relativo tratto di costa. Una torre con scala interna è stata indagata lungo la cinta settentrionale (Torre delta).
L' area pubblica, indagata fra il 1950 ed il 1956, ospita una struttura a pianta semicircolare priva di edificio scenico, nella quale si deve riconoscere un edificio assembleare di tipo teatrale, piuttosto che un teatro. Vicino ad esso sono altri edifici a probabile valenza pubblica. Una poderosa struttura in blocchi, il "Lungo Muro", terrazza e sostiene questo versante del pianoro.
La porzione centrale del Pianoro Nord ospita un settore di abitato di cui sono noti alcuni edifici (Edifici I-V) a valenza privata dalle notevoli caratteristiche monumentali ( Abitato Nord). Ad esso conduceva l'antico asse viario che dalla Porta Est accedeva all'interno del centro fortificato.
L'insediamento fortificato edificato nel corso della seconda metà del IV sec. a.C. a Castiglione è considerato un abitato occupato da genti italiche di etnia brettia.
Esso si esaurì nel corso della seconda metà del III sec. a.C. in concomitanza con l'epilogo della II guerra punica, che sancì la disgregazione dell'organizzazione federale brettia quale entità etnico-nazionale e definì la romanizzazione della regione mediante la deduzione delle colonie di Copia e Crotone sulle precedenti città magnogreche di Thurii e Kroton (194-192 a.C.). Gran parte del territorio brettio divenne ager publicus populi Romani, ovvero demanio di Roma. I Brettii persero la libertà e fu proibito loro di combattere.
Allo stato attuale degli studi le monete rinvenute nel livello di abbandono dell'Edificio III (Abitato Nord) costituiscono gli unici materiali noti a Castiglione databili all'inizio del II sec. a.C. Tale circostanza potrebbe indiziare la sopravvivenza, seppur in forme notevolmente ridimensionate, di ristrette frange elitarie brettie, mostratesi fedeli a Roma in occasione delle vicende legate alla seconda guerra punica.

Sono state avanzate numerose proposte per identificare il centro con abitati antichi tramandati dalla tradizione letteraria: la "Quarta Sibari" o "Sibari sul Traente", fondata dai superstiti sibariti all'indomani della distruzione di Sibari da parte di Crotone nel 510 a.C.; l'enotria Kossa e romana Cosa; la polis brettia Ethe; Tempsa; il campo fortificato che ospitava le riunioni e la festa annuale della lega italiota, fatto costruire sul fiume Acalandro da Alessandro il Molosso, uno dei "condottieri" chiamato da Taranto contro i popoli italici; il Castrum Frentinum; il phrourion in cui si trasferì la sede vescovile di Thurii.
Tali ipotesi, tuttavia, non sono provate archeologicamente. Il centro antico ubicato sulla collina di Castiglione di Paludi è ancora anonimo.

Castiglione di Paludi. Versante Ovest

Castiglione di Paludi. Versante Ovest

Castiglione di Paludi. Settore Nord-Est

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